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Lettera a tutti i ragazzi di terza media

Cari amici,

questi tre anni insieme sono stati memorabili per le mille paure dei primi giorni, per le nuove amicizie che col tempo si sono a volte rafforzate e altre volte indebolite e per tutti i cambiamenti che abbiamo vissuto.

Questo è un anno importante! Dovremo affrontare il nostro primo esame che tanto ci preoccupa sin dall’inizio di questa avventura. Tutti noi abbiamo dovuto sopportare i discorsi, i rimproveri, i consigli – utili e non – e le valutazioni dei prof.

Come affronteremo i tanto temuti esami?

Neppure noi lo sappiamo, nessuno di noi ha davvero idea di cosa stiamo per affrontare, e abbiamo paura.

L’invito che vi diamo è di fare di tutto per poter dire alla fine delle prossime settimane:” Ho dato tutto! Non ho nessun rimpianto!”. L’ansia di quel giorno sarà inevitabile ma fa parte dell’avventura.

 

In bocca al lupo, amici!

No Limits?!

Durante il weekend del 25 e 26 marzo si è svolto il ritiro di Quaresima dedicato ai ragazzi dell’attuale terza media.

Ai ragazzi è stato proposto un tema arduo e controverso da affrontare: i nostri limiti. Il percorso, avente come riferimento il passo di Vangelo della domenica (“Il cieco nato”, Gv 9), ha voluto far riflettere i ragazzi sulla presenza dei limiti fisici e personali della nostra persona e sul loro ruolo nella relazione con chi ci è accanto tutti i giorni.

In particolare, il gruppo ha potuto comprendere quanto i momenti difficili della vita possano essere visti come una cartina tornasole delle nostre relazioni, poiché proprio in quelle situazioni scopriamo chi ci vuole bene veramente.

Ulteriore passaggio fondamentale è stato comprendere le parole di Gesù: “Perché in lui sia manifestata la gloria di Dio”, rivolte ai discepoli a proposito del limite del cieco nato. La Gloria di Dio non è altro che il frutto del Suo amore, il quale si manifesta proprio quando siamo più deboli e quando i limiti che tanto disprezziamo sembrano essere padroni della nostra vita.

Questa “nuova” informazione non può essere considerata solamente una nozione teologica ma un nuovo modo di intendere sé stessi e il ruolo di Dio nelle nostre vite. Il Signore non soltanto accetta i nostri limiti ma li esalta e li rende una ricchezza per noi tale da rinnovare la nostra vita proprio partendo da ciò che l’uomo disprezza e vorrebbe nascondere.

Questa concezione rivoluziona completamente l’obiettivo di costruzione della propria identità, primario in ogni ragazzo e ragazza dai 12 anni in su. Infatti se la costruzione dell’identità potrebbe essere considerata una missione individualistica e solitaria, nel Vangelo la costruzione di sé diventa il luogo in cui si manifesta concretamente, in noi e nella nostra vita presente e futura, l’amore di Dio. A prova di ciò si potrebbero citare numerosi santi (uno su tutti, san Filippo Neri), i quali proprio nell’ambito in cui si manifestava un loro limite hanno realizzato il progetto di vita che Dio ha voluto per loro.

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